Web Summit 2016: Day 2 from Lisbon

Il mio secondo giorno del Web Summit è stato caratterizzato sopratutto da speech legati tra loro da argomenti come VR/AR e qualche digressione statistica 🙂

websummit 2016

Si parte subito con la conference di Shawn LaydenPresident, Sony Interactive Entertainment- dove viene spiegato come e perchè Sony ha deciso di investire nella VR prima nel gioco e poi nell’enterteinment. L’esperienza dell’utente dovrà diventare immersiva, non solo tramite gli occhiali ma anche attraverso handset e sistemi di vicinanza/rilievo. La decisione di utilizzare la “Play” come primo elemento di VR da parte di Sony può anche essere letta come sistema campione (1 americano su 5 possiede una Playstation) di come e quanto il mercato dedicato a questa tecnologia entrerà a far parte dei nostri usi e consumi abituali, prima di spendere milioni di dollari per produrre film.

Gli speech interessanti sono tanti e quindi si corre poi verso lo stage dedicato ai Partner dove Nelson KunkelNational Creative Director, Deloitte- ci parla di come la VR/AR avrà impatto anche nell’ambito delle “gesture” umane e quindi sarà necessario pensare già fin da oggi ad un redesign di oggetti materiali, soprattutto telefoni, ma anche di siti web e applicazioni.

Nella sala dedicata al Binate.io, David Doctorow – Head of Global Growth, eBay – ha disegnato in modo molto chiaro e netto la realtà di molte aziende (non sono italiane): oggi tutti vogliono dati… ma poi li sappiamo usare? Bisogna riuscire a tener traccia di cosa fa un utente sul proprio sito e anticiparne le mosse, prendendo spunto magari dalle attività che questo genera nei social media, analizzandone preferenze ed azioni. Creare quindi una sorta di Social CRO utile e non solo dedicata al text mining.

websummit_virtual_reality

Alle 12 è stato il turno di William Sargen – CEO, Framestone- con un intervento dal titolo: “Alone but not lost: The user in VR”. Framestone è la società che genera gli effetti speciali di, tanto per citarne uno, The Game of Thrones. Secondo me uno degli interventi più belli della giornata.  William ha analizzato l’iniziale corsa del mercato verso la VR ma ha anche messo in evidenza come, in questo momento, tutti pensino a come rendere “un prodotto VR”, dimenticandosi però che la VR è il mezzo non il fine. L’utente non deve mai sentirsi a disagio durante un’esperienza altrimenti rischiamo che questa nuova tecnologia ci torni indietro come un boomerang –> “send to them content and story”. Verso la fine della presentazione ha mostrato, tramite un video, come la VR possa essere usata per scopi educativi. Vi lascio il link al video, che vale più di mille parole: http://fieldtriptomars.com/

websummit_virtual_reality

Tempo di passare alla statistica pura con Bill James – Senior Advisor, Boston Red Sox-, padre delle Sabermetrics. Cosa sono le sabermetrics? La sabermetrica è l’analisi del baseball attraverso l’utilizzo di metodi statistici, inferenziali e predittivi. Questo “nuovo” utilizzo dei dati viene proposto ora anche nell’NFL e nell’NBA. Bill ha evidenziato come si possono trarre informazioni utili se si guardano i dati in modalità oggettiva e non soggettiva: è stato anche grazie a lui che i Boston Red Sox hanno vinto le World Series nel 2004. E’ stato girato anche un film che parla delle sabermetrics (con Brad Pitt): Moneyball o, tradotto in italiano, L’arte di vincere.

Altra botta di statistica tramite lo speech di Scott Rickard -CTO, Search Data Science, Salesforce: ha evidenziato come, tramite l’utilizzo di modelli predittivi si possono non solo generare analisi predittive di marketing ma anche prevenire crimini e scrivere canzoni. Un mash up veramente strano ma di impatto.

Nel pomeriggio, subito dopo pranzo, ho potuto fare una mini intervista ad Ambarish Mitra, CEO di Blippar, società che si occupa di realtà aumentata. Di seguito vi riporto quanto ci siamo detti durante questo scambio di battute:

EP: Che cos’è Blippar?

AM: Blippar è una piattaforma open source – sì avete letto bene, open source – che permette di poter creare la propria AR. Tramite la piattaforma è possibile creare i singoli “Blipp”, ovvero gli oggetti che saranno poi inquadrati tramite l’applicazione e associarli a cosa vogliamo far vedere all’utente. L’esperienza può essere full immersive (video, musica, azioni complementari, ecc) oppure informativa (bugiardino medico, utilizzo dello strumento, ecc)… dipende dal business. Come dicevo all’inizio, la piattaforma è open source perchè credo molto al modello collaborativo: chiunque può postare delle migliorie, integrazioni e quant’altro che possono aiutare tutti gli altri utenti di Blippar.

E: Occupandomi di CRO, che dati mi restituisce Blippar?

AM: Iniziamo con dire che la conversion rate di un oggetto in AR è  4 volte più alta della pubblicità scatenata in un media tradizionale (cartaceo, adwords, ecc) e l’engagement dell’utente è sorprendente. Lato nostro forniamo una serie di statistiche che possono essere utilizzate dal business per capire come sta andando la promozione e come/dove poterla migliorare. Stiamo lavorando ad un sistema di API tale che possa essere messo in relazione con i principali strumenti di analisi attualmente offerti in commercio.

Nel pomeriggio, giro tra le start up presenti e finale con il CEO di Tinder.

websummit_centerstage_tinder

Seconda giornata superproduttiva e piena di piacevoli conferme e sorprese: il Web Summit non delude mai!

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *